Storia

Il territorio di Orta di Atella occupa una superficie di 10.7 Kmq; posta al limite amministrativo di provincia, confina a nord con il comune di Marcianise(CE), ad ovest con i comuni di Succivo e di Sant’Arpino(CE), ad est con il comune di Frattaminore(NA). La stazione più vicina è a Frattamaggiore che dista a 3 KM sulla line Napoli-Roma. Fisicamente, il territorio comunale di Orta di Atella si presenta con una forma allungata secondo l’asse nord?sud; il comune rientra nella vasta conurbazione che ha come centro principale Napoli e che si estende senza soluzione di continuità da Formia – Gaeta alla piana del Sele lungo la costa e da Cassino a Benevento nell'entroterra. La struttura urbana di Orta occupa quasi tutta la porzione a sud del territorio comunale e il centro urbano non presenta alcuna soluzione di continuità con i comuni limitrofi costituenti la Antica Atella. La parte più antica dell’abitato è il risultato di un processo evolutivo iniziato all’incirca alla fine del ‘700 e che ha conosciuto un notevole sviluppo nell’800. All’interno di questo tessuto esistevano piccoli agglomerati urbani, che con il trascorrere del tempo si sono saldati fra loro e hanno dato vita ad un continuum edilizio. Il centro antico e le zone residenziali sono caratterizzate da tessuti compatti, privi di  area verde, e  carenti di luoghi di aggregazione sociale.

La scuola “Stanzione” si trova al centro del paese in Viale Petrarca, a poca distanza dal Comune, dal Comando dei Vigili Urbani e dagli altri edifici scolastici dell’infanzia e della primaria.

Prende il nome dal noto pittore MASSIMO STANZIONE  (Orta di Atella o Frattamaggiore 1585 - Napoli 1656).
Fu allievo di F. Santafede, visse a Roma dal 1517 al 1518 e in altre occasioni fino al 1630, quando si stabilì a Napoli. A Roma la conoscenza dei caravaggeschi e delle opere dei Carracci, oltre che di Domenichino e Guido Reni (presenti in quegli anni anche a Napoli) lo spinsero a un tentativo di mediazione tra le due maniere. Dopo il marcato naturalismo delle prime opere (Storie del Battista, Madrid, Prado), guardando a S. Vouet e G. Reni, elaborò uno stile caratterizzato da forme eleganti e raffinato cromatismo, dai toni chiari e luminosi (affreschi nel Gesù Nuovo, 1639-40; nelle cappelle di S. Bruno, 1631-37, e del Battista, 1644-45, certosa  di San Martino). Personalità di primo piano a Napoli, vi esercitò un profondo influsso anche nell'apertura verso il barocco, evidente nelle ultime opere (Annunciazione, 1655, Marcianise, parrocchiale).

L’edificio scolastico è sorto negli anni ottanta quando la popolazione ha avuto un primo incremento. In precedenza gli alunni erano ospitati in un palazzo privato a via Giuseppe Garibaldi. Ha subito due ampliamenti nel ventennio successivo sino ad assumere le dimensioni attuali. Accoglie ogni giorno circa 800 alunni collocati in 39 classi composte mediamente da 20 discenti che svolgono un monte ore settimanale di 30 ore di lezione distribuito in 2 indirizzi: musicale e ordinario. Ha un’aula magna destinata a riunioni collegiali e convegni, l’ufficio di presidenza, tre uffici di  segreteria, due laboratori di informatica, un laboratorio artistico e la sala musica dove  si tengono le lezioni di strumento. Dispone, inoltre, di un campo polifunzionale all’aperto per le attività sportive.